CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA, MAXI CONFISCA A TRE IMPRENDITORI CATANZARESI

Sono considerati dagli inquirenti vicini alle cosche di Ndrangheta; Mazzagatti, Arena e Grande Aracri
di REDAZIONE
– CATANZARO – 31 MARZO 2025 – I militari della Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura (Direzione distrettuale antimafia, Dda) di Catanzaro, hanno dato esecuzione a un provvedimento di confisca di prevenzione di beni per un valore di 160 mln di euro emesso dal Tribunale (sezione Misure di Prevenzione) all’esito del procedimento avviato dall’Ufficio di Procura.
Destinatari della misura ablativa sono tre imprenditori catanzaresi, padre e due figli, condannati in via definitiva perché riconosciuti colpevoli: il primo di concorso esterno in associazione mafiosa, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori ed estorsione; i secondi, per i reati di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.
Le indagini economico-patrimoniali, condotte dagli investigatori del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, hanno consentito di individuare in capo ai tre ingenti patrimoni, i cui valori sono risultati sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati o alle attività economiche svolte dagli stessi e dai loro familiari.
Gli approfondimenti eseguiti dai Finanzieri sono stati estesi a tutti i soggetti legati con i predetti dai vincoli previsti dalla normativa di prevenzione, nonché alle altre persone fisiche e giuridiche, società e consorzi, del cui patrimonio i citati imprenditori potevano disporre in tutto o in parte, direttamente o indirettamente.
Gli accertamenti documentali in ordine alle variazioni patrimoniali e societarie, che si sono verificate nel corso degli anni, sono stati corroborati da complesse e articolate indagini, anche di tipo bancario, che hanno evidenziato l’esistenza di una vera e propria “holding familiare”.
Inoltre, l’analisi delle precedenti vicende giudiziarie che avevano visto coinvolti gli imprenditori in passato, hanno disvelato l’esistenza di legami con esponenti di importanti cosche di `ndrangheta quali “Mazzagatti”, “Arena” e “Grande Aracri”, da cui è scaturito l’inquadramento degli stessi nella categoria dei soggetti portatori di pericolosità sociale qualificata.