“LA PROSPETTIVA CIVICA”, PRESENTATO A CATANZARO IL LIBRO CHE “FOTOGRAFA” L’ASSOCIAZIONISMO E IL TERZO SETTORE

Una lente attraverso cui osservare quel Paese critico ma non rassegnato che sceglie di agire, organizzarsi e reagire
di REDAZIONE
– CATANZARO – 14 MARZO 2025 – Nell’ambito del tour che sta toccando diverse città italiane, fa tappa anche a Catanzaro la presentazione del libro “La prospettiva civica. L’Italia vista da chi si mette assieme per cambiarla”.
Il volume (edito da Feltrinelli), curato da Cristiano Caltabiano, Tommaso Vitale e Gianfranco Zucca, è la fotografia dettagliata del decimo rapporto Iref su cambiamenti, sfide e opportunità dell’associanismo e del terzo settore.
Per l’iniziativa, sulla quale c’è il marchio organizzativo di Acli Catanzaro, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Iref (Istituto di ricerche educative e formative), Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Socialogia dell’ Università Magna Graecia di Catanzaro, si aprono le sale del Complesso Monumentale san Giovanni.
Moderata dal giornalista Vincenzo Merante con il supporto tecnico di Luca Marino, la serata offre spunti interessanti da varie angolature.
«In un momento particolare per guerre e crisi economico – ambientali – esordisce Alessandro Astorino, presidente provinciale Acli Catanzaro – è necessario fare quadrato, sporcarsi le mani e affrontare il rischio.
È questa l’occasione per guardarsi allo specchio e riflettere». Astorino, nel conludere, si sofferma sul concetto di speranza e sottolinea che l’ amicizia sia la vera «cerniera del sociale per risposte semplici nella prospettiva civica».
I SALUTI ISTITUZIONALI
Sulla dimensione dell’associazionismo a Catanzaro, il sindaco Nicola Fiorita parla di una città a forte tradizione partecpativa in cui si respirano mai sopite istanze aggregative .
«Abbiamo provato a cambiarla dal basso, poi dall’alto, senza riuscirci – annota riferendosi al legame tra istituzioni e società – Ci riusciremo operando sia dal basso che dall’alto».
È l’assist per Donatella Monteverdi, assessore comunale alla Cultura e Pubblica Istruzione che invita a riflettere maggiormente «sui corpi sociali intermedi (tra cui le associazioni) in una fase di importante trasformazione in cui le spinte autocratiche premono per la loro cancellazione quando, invece, sono portatori di interessi più dei partiti e dei sindacati».
IL CONTENUTO DEL LIBRO
Dopo 18 anni di stop (il primo è del 1984) il libro snocciola i dati del rapporto Iref sull’associazionismo.
La novità è rappresentata dall’inserimento «del punto di vista di chi fa associazionismo – sottolinea Paolo Petracca, Presaidente Iref -. Abbiamo chiesto ai protagonisti perché lo fanno, cosa intravedono nel futuro e quali sono le loro speranze per capire dove e perchè nasce l’associazionismo, comprendendo gli stimoli che ne stanno alla base.
La riforma del terzo settore ha contribuito a definire un quadro normativo più chiaro, ma allo stesso tempo ha escluso molte realtà informali, rendendo più difficile il coinvolgimento delle fasce più deboli della popolazione.
Il volume, infatti, illustrato nella sua composizione da Cecilia Ficcadenti, ricercatrice Iref, invita a riflettere su come rendere l’impegno civico più accessibile e inclusivo.
Le grandi associazioni devono adattarsi alle nuove modalità di partecipazione, trovando un equilibrio tra strutture organizzative tradizionali e forme più leggere e flessibili.
Inoltre, è fondamentale lavorare per superare le barriere economiche e sociali che limitano l’accesso all’associazionismo, affinché la prospettiva civica possa davvero coinvolgere tutti i cittadini.
RIPENSARE LA PARTECIPAZIONE PER UN’ASSOCIAZIONE PIÙ INCLUSIVA
«Attraverso un’analisi multidisciplinare basata su ricerche originali e analisi accurate sulle fonti statistiche internazionali – Tommaso Vitale, presidente comitato scientifco Iref – il decimo rapproto Iref evidenzia le trasformazioni e le continuità del mondo associativo italiano, raccontando nuove forme di partecipazione.
Una lente attraverso cui osservare quell’Italia critica ma non rassegnata che sceglie di agire, organizzarsi e reagire. Viviamo davvero in un’epoca di individualismo dilagante, segnata dall’eclissi della partecipazione civica, politica e sindacale?
Se è senz’altro vero che la nostra società è sempre più chiusa e “solitaria”, è altrettanto vero che in essa persistono e si rinnovano culture ed esperienze associative dalle robuste e profonde radici».
Ecco perché Rosario Bressi, portavoce Forum Terzo Settore Catanzaro, pur riprendendo il pesìnsiero del sindaco su Catanzaro città effervescente in chiave associazionistica in cui la prospettiva civica è viva e pulsante, evidenzia le «difficoltà culturali di scardinare alcune logiche per trovare punto di incontro con le istituzioni».
Giamichele Bosco, presidente del consiglio comunale di Catanzaro, insite molto su questo concetto e sollecita ulteriore impegno per rafforzare queste dimensione sociale.
Walter Vesperi, dell’Università Palermo, saluta con positività l’approvazione del Codice del Terzo settore e individua nella valorizzazione del bene comune uno dei primari obiettivi dell’associazionismo
Ultima, ma non per importanza, Lucia Montesanti, dell’Università di Catanzaro.
«La partecipazione – fa notare – consiste nell’essere parte di una comunutà in vista del cambiamento della società mettendo da parte egoismo e particolarismo».
QUALCHE DATO
Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca riguarda le disuguaglianze nella partecipazione civica.
Se da un lato il numero di enti non profit in Italia è cresciuto (passando da 301.191 nel 2011 a 360.625 nel 2021, con un aumento del 19,7%), dall’altro si osservano profonde differenze nell’accesso e nel coinvolgimento a seconda della classe sociale di appartenenza.