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“MI DIMETTO DA UOMO”, NUOVO APPUNTAMENTO AL TEATRO COMUNALE DI SOVERATO

In scena il prossimo 9 marzo, ore 21, ci sarà “Mi dimetto da uomo”, con Sergio Assisi e Giuseppe Cantore

di REDAZIONE

–  SOVERATO (CZ)  – 4  MARZO 2025 –  Nuovo appuntamento al teatro comunale di Soverato.

In scena il prossimo 9 marzo, ore 21, ci sarà “Mi dimetto da uomo”, con Sergio Assisi (che è anche regista)  e Giuseppe Cantore.

In un mondo che ha perso ogni punto di riferimento, Sergio, spaesato come tutti noi, parla con il pubblico a cuore aperto, spazia fra narrazione e satira di costume e, grazie ad un linguaggio chiaro e diretto, abbatte fin da subito la quarta parete per lanciarsi alla ricerca delle risposte di cui ognuno di noi avrebbe bisogno.

Come un giullare, Sergio scherza, racconta e riflette, ora cinico ora conciliante, in un flusso affabulatorio irresistibile.

Analizza insieme al pubblico abitudini, speranze, sogni e miserie.

Tenta di aggrapparsi alla bellezza, all’amore, alla poesia, come fossero rami di un albero che si protende verso le stelle, ma l’egoismo, la grettezza e gli umani limiti, lo risucchiano verso il basso e lo costringono a domandarsi:

“Dovrei forse dimettermi dall’essere uomo?”

E mentre cerca delle risposte, un’entità irrompe sul palco nei momenti meno opportuni. Uno spiritello buffo, irriverente, impietoso, che corregge, puntualizza, svela, rivendica, irride, incarna concetti ed idee, e cosa peggiore di tutte, inchioda Sergio alla amara verità.

Alla fine di questa brillante analisi, forse farà pace con il suo demone, forse torneranno ad essere una sola entità o forse, giunti ad un bivio, si separeranno.

È sempre difficile dirlo.

Il risultato cambia a seconda della disponibilità del pubblico, dell’umore del protagonista e dell’intestino del suo spiritello, perché si tratta di una continua lotta fra alto e basso, dentro e fuori, bello e brutto.

Quel che certamente accade ogni sera è che si ride, ci si commuove o per lo meno si riflette nel riconoscersi membri di questa immensa e sconclusionata tribù che chiamiamo “umanità”.