PRESERRE (CZ) – NEL NUOVO LIBRO DI SILVIO RAFFO LA “DIVINA DIFFERENZA” DI MARIA LUISA SPAZIANI

Silvio Raffo
Il volume approfondisce la “musa lirica” della poetessa piemontese scomparsa nel 2014
di REDAZIONE
PRESERRE (CZ) – 13 GENNAIO 2016 – In un’intervista rilasciata da Maria Luisa Spaziani ad una delle poche riviste calabresi che nell’arco della sua breve vita abbia avuto una dimensione nazionale ( ci riferiamo a “Il Fiacre N. 9”, già “La colpa di scrivere”, dirette entrambe da Bonifacio Vincenzi, un lavoro pregevole racchiuso in 16 volumi, in parte monografici, dedicati alla letteratura italiana del ‘900) ad un certo punto l’intervistatore le pone questa domanda: “Quando si è sentita tradita?”.
La poetessa così risponde: “Moltissimo, purtroppo questo è proprio il lato nero della mia esistenza. Quand’ero ragazza ho assistito al crollo delle fortune di mio padre che era un industriale, poi ha avuto tre infarti successivi ed è morto. Sono stata aggredita in modo incredibile dai migliori amici di mio padre o soci delle sue aziende che hanno cercato di raggirarmi e di succhiare da tutte le parti quello che poteva essere un loro vantaggio, mettendo sotto le scarpe totalmente l’amicizia. Le dirò un piccolo particolare, a casa mia a Torino c’erano due meravigliosi ciliegi, che entrano nella poesia di Montale e poi nella mia molte volte e siccome bisognava assolutamente costruire un capannone industriale mio padre ha trovato un architetto che ha fatto il disegno in modo che i rami venissero fuori, infatti l’unica fotografia che ho con Montale, siamo io e lui sottobraccio con lo sfondo dei rami dei ciliegi all’altezza delle nostre spalle. Uno degli amici e socio di mio padre, giovane tra l’altro, condivideva anche la nostra vita di divertimenti, ha acquistato la nostra casa con il patto preciso che non tagliasse i ciliegi. Dopo quindici giorni sono arrivati questi legnaioli, questi boia, non so come chiamarli e li hanno fatto a pezzi. Questo è uno dei tradimenti, poi ce ne sono stati molti altri che vanno a finire fino all’ultimo “Centro Montale”dove i miei più cari amici e collaboratori mi hanno tradito al punto di farmi crollare tutto.”

La copertina del libro